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sabato 18 novembre 2017

XXXIII Domenica del tempo ordinario


«Rimanete in me e io in voi, dice il Signore,
chi rimane in me porta molto frutto»

(Letture bibliche:Pr 31,10-13.19-20.30-31; Sal 127;1Ts 5,1-6; Mt 25, 14-30)



Certo che non si ci può fidare più di nessuno. La settimana scorsa abbiamo scoperto che Dio non è buonista...oggi che è pure un capitalista della peggiore specie! 

A parte gli scherzi, le letture di oggi ci presentano una profonda verità:
innanzitutto niente è veramente nostroOgni nostro talento è un dono che viene dall'Alto. Attenzione, questo non ci deve intristire, anzi!

venerdì 10 novembre 2017

XXXII Domenica del Tempo Ordinario


«Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.»

(Letture bibliche: Sap 6,12-18; Sal 62;1Ts 4,13-18; Mt 25, 1-13)


Le letture di questa domenica ci invitano a guardare a qualcosa di grande: il mistero dell'attendere. Attendere chi, come e per cosa
Nel Vangelo di oggi Gesù per spiegare tutto questo Gesù usa una situazione che i suoi contemporanei conoscevano..ma anche noi in fondo.

martedì 7 novembre 2017

"Boris" ovvero...la Tv come (non) la vorremmo avere



Alessandro è un ragazzo, appassionato di spettacolo, che sembra coronare il suo sogno quando riesce a entrare, seppur come semplice stagista, nella produzione della fiction televisiva Gli occhi del cuore 2. Ben presto si rende però conto che il mondo del piccolo schermo non è esattamente come lo immaginava, e fin dall'inizio si trova a che fare con persone che lo portano al limite della sopportazione.


A capo della produzione c'è René Ferretti, regista che da tempo ha abbandonato velleità artistiche nel cinema per ridursi a girare prodotti televisivi di infimo livello (il suo metodo di regia è, come spesso asserisce lui stesso, «a cazzo di cane»). Stanis è il protagonista della fiction, un mediocre attore che tuttavia si atteggia a divo hollywoodiano. Corinna è invece la protagonista femminile, un'attrice senza nessun talento (Ferretti la chiama «cagna maledetta» per via delle sue inesistenti doti recitative) che ha ottenuto la parte soltanto grazie all'amante a capo della rete televisiva, il Dottor Cane. Arianna è l'assistente alla regia, la persona che cerca di risolvere tutti i conflitti che si creano sul set, ed è forse l'unica che si sforza di aiutare Alessandro a inserirsi in questo mondo.

Il ragazzo si trova a confrontarsi anche con lo scontroso capo elettricista Biascica, il direttore della fotografia Duccio, ormai disilluso e cocainomane, la pigra, irascibile e raccomandata segretaria di edizione Itala e la truccatrice Gloria. Insieme ad Alessandro lavora Lorenzo, stagista della fotografia, dal carattere molto più timido e riservato (e per questo definito «stagista schiavo»). A controllare il corso dei lavori ci sono Sergio, delegato di produzione, attento solo a risparmiare il più possibile sul budget a disposizione della fiction, e Lopez, delegato di rete, alla costante ricerca del difficile equilibrio tra i gusti del pubblico e le ingerenze della politica. Tutti loro cercano faticosamente di portare avanti, tra mille problemi e contrattempi, la produzione de Gli occhi del cuore 2.

"Boris" è una serie televisiva del 2007 (quindi ha ben 10 anni di vita) girata per il canale satellitare Fox. Io all'epoca non avevo il satellitare (se è per questo non ce l'ho neppure ora) e quindi mi ero persa questo capolavoro. (che ora potete trovare su Netflix) 

Sì, "Boris" è un capolavoro perchè racconta in maniera spassosa e divertente una delle tante piccole tragedie del nostro paese ovvero la sua programmazione televisiva.

Io non so che rapporto abbiate con la TV (sopratutto ora che altri mezzi come YT hanno preso in un certo qual senso il sopravvento)..beh, io oramai la vedo veramente poco. Perchè? 
Perchè la maggior parte dei programmi di intrattenimento o le fiction (tranne qualche rara eccezione) sono più adatti a "spegnere il cervello" piuttosto che stimolarlo....e a me questo non va.

"Gli occhi del cuore 2" è un esempio. Scrittura inesistente, recitazione approssimativa e realizzazione tecnica mediocre la contraddistinguono e questo perchè logiche di mercato e politiche si mescolano.

In tutto questo ci sono le relazioni umane che, giocoforza, risentono di questo clima. D'altronde quando hai a che fare con persone raccomandate, con rapporti di forza immutabili e con persone che cercano sempre di fare il minimo indispensabile che cosa puoi aspettarti?

Insomma, ridi di gusto, ma poi ti accorgi che è una risata amara...sopratutto se ti accorgi che, in questi 10 anni che sono passati dalla prima messa in onda, è cambiato ben poco.

Ora, tralasciando las'etto dell'offerta Tv, un paio di domande sorgono. 
Quanto della filosofia di Boris è presente nella mia vita.
Quante volte faccio le cose "alla cazzo di cane" (cit. Renè Ferretti)?
Quante volte mi comporto come Stanis?
Quante volte accetto il compromesso al ribasso?

In questo senso i personaggi che più mi hanno fatto riflettere sono "gli sceneggiatori": tre emeriti fannulloni iperpagati che scopiazzano ignobilmente da altre serie senza neanche prendersi la briga di adattare almeno un po'(e mettendo fortemente nei guai chi poi deve mettere su pellicola tutto questo).

Sono talmente indolenti che....vabbè guardate il video e capirete.




Non vi nascondo che, guardando la serie (3 stagioni una più bella dell'altra più un film uscito nel 2011) mi sono chiesta se , per caso, non fossi più brava io a scrivere qualcosa...ammesso di avere una storia da raccontare...s'intende.

Esatto, c'è una storia da vivere e da raccontare che è la nostra vita e rischiamo di farlo senza personalità, senza significato, senza senso.
Senza il senso. Che tristezza infinita!

Sant'Ignazio nei suoi Esercizi invita a scrivere la propria autobiografia nella quale tornare indietro per scoprire l'azione di di Dio.
Questo però non si fa subito. 
Si fa dopo le meditazioni della prima settimana dove il frutto è scoprire quanto si è infinitamente (e immeritatamente) amati.
A me questo ha insegnato una cosa: che l'unica storia da raccontare è una storia di amore. E la nostra vita è proprio questo: una storia d'amore tra noi e Dio Padre. C'è chi lo sa e chi non lo sa.

Magari la scriviamo e la viviamo assieme..che ne dite?

venerdì 3 novembre 2017

XXXI Domenica del Tempo Ordinario


«Uno solo è il Padre vostro, quello celeste
e uno solo è la vostra Guida, il Cristo.»

(Letture bibliche: Ml 1,14-2,2-2.8-10,; Sal 130;1Ts 2-9,13; Mt 23, 1-12)




La vignetta che ho scelto (e se non sapete il francese usate Google Translate) secondo me racchiude un pò lo spirito con cui Gesù parla nel Vangelo di oggi.
Sì, perchè secondo me Gesù ama e sopporta tutti, ma c'è qualcosa che gli fa sinceramente venire i cinque minuti...ed è l'incoerenza.

giovedì 2 novembre 2017

Commemorazione di tutti i Fedeli Defunti..con il Re Leone..




L'articolo di oggi è stato scritto da Paolo Magrì..Una grazie di cuore.

Per chi come me era ancora bambino quando è uscito “Il Re Leone” non può fare a meno di ricordarlo come una delle cose più grandiose viste. Oltre ai classici animali parlanti in piena impronta Disney c’è grande animazione, grandi musiche e, soprattutto, temi trattati non tanto con filosofia, quanto con saggezza popolare e senso per il culto.

mercoledì 1 novembre 2017

Solennità di tutti i Santi



«Venite a me, vi tutti che siete affaticati ed oppressi 
ed io vi darò ristoro»

(Letture bibliche: Ap 7,2-4.9-14; Sal 23; 1Gv 3,1-3 ;Mt 5,1-12)



Per festeggiare la Solennità di tutti i Santi quest'anno hp voluto fare qualcosa di diverso dalla solita lectio. 
L'immagine che vedete è una antica icona copta che rappresenta Gesù e Mena, abate del monastero di Alessandria d'Egitto. E' chiamata anche l'icona dell'amicizia. Perchè il santo è questo: l'amico di Dio. 
E questa icona spiega benissimo cosa voglia dire esserlo.

martedì 31 ottobre 2017

Kobane Calling




Un viaggio per portare aiuti umanitari diventa l'occasione per fare i conti con la propria storia. Un luogo semisconosciuto può diventare il centro dei sentimenti, delle passioni e della lotta contro ogni fondamentalismo dove uomini e donne normali decidono di fare la loro parte sbattendo contro l'indifferenza di molti.

Questo in breve è Kobane Calling, una graphic novel pubblicata nel 2015 e disegnata da Zerocalcare.
Credo di aver già detto quanto mi piaccia lo stile di questo disegnatore, il modo come racconta una certa generazione che è la mia (è dell'83, io dell'80..ci capiamo insomma) senza essere banali e con un tratto innovativo.
Questo anche se veniamo da storie che più lontane non si può.

Kobane Calling non fa eccezione, anzi, se possibile, è forse uno dei suoi lavori migliori.

Kobane è una città del Kurdistan siriano che è passata alla storia recente perchè è stata soprannominata: "la Stalingrado" siriana. Solo che al posto dei nazisti c'erano i miliziani dell'Isis.

Tutto il fumetto è il racconto di 2 viaggi che Zerocalcare fa con alcuni suoi amici per potare aiuti umanitari alla città assediata (e poi liberata).

Qui conosce la drammatica situazione dei curdi, la loro voglia di autonomia e sopratutto conosce dall'interno quella che si chiama "confederazione democratica del rojava", stato all'interno della Siria, ovviamente non riconosciuto da nessuno (Turchia, Iraq e governo siriano per motivi differenti) dove si sta tentando di creare una sorta di stato multiconfessionale e multietnico secondo quello che è il "socialismo libertario".

Qualcosa di unico, parliamoci chiaro, nel'ambito mediorientale e sopratutto in quella che è ancora una guerra civile non conclusa.

Cosa ne sapevo io di tutto questo? Poco o nulla. Sulla questione curda ero abbastanza informata (per esempio sappiate che, in nessun paese dove risiedono, i curdi possono utilizzare la loro lingua. In Turchia basta pubblicare un articolo in curdo per essere passibili di arresto e processo per terrorismo).

Di Kobane se ne sentiva parlare, ma del sogno della confederazione Rojava..nada de nada.

Zerocalcare ha un grande pregio: è onesto, sincero e non ideologico. Non vuole fare l'elogio sperticato di nessuno. E quindi racconta anche le contraddizioni, le diffidenze reciproche, le difficoltà.

Racconta, in maniera non banale e sopratutto non ideologica quello che il mondo occidentale e i suoi mezzi di comunicazione non dicono sui rapporti tra ISIS e governi europei, NATO e Stati Uniti (anche quelli del premio Nobel per la Pace Barack Obama).

In mezzo a tutto questo ci sono le storie di chi, per un motivo o per un altro ha deciso di combattere per se stesso..e anche per noi che ci diciamo democratici.
C'è chi lo ha fatto perchè condannata a 98 anni di carcere per una manifestazione anti Erdovan, c'è chi lo ha fatto per sfuggire ad un matrimonio imposto e c'è chi lo fa perchè sono 40 anni che non fa altro.

Storie di vita e di morte. Alcune delle persone le cui storie sono state raccontate sono morte a Raqqa, la capitale dello stato islamico recentissimamente liberata.

Zerocalcare non fa di loro degli eroi epici: racconta quello che si sono detti, i giorni che hanno passato insieme in una sorta di "normalità". Lo fa con naturalezza e insieme con rispetto 

"Era più piccola di me, ma di fronte a lei mi sentivo come la rana dei muppet"

Queste sono le parole che Zerocalcare usa per descrivere una combattente delle forze curde. E lo fa perchè sente che lei sta combattendo anche la sua battaglia.
Battaglia che spesso lui non ha il coraggio di combattere, anche se magari a parole si atteggia.

In definitiva è un fumetto che, oltre a renderti più consapevole di cosa avviene nel mondo (dopo che lo avrete letto sicuramente presterete più attenzione a determinate cose), ha molteplici piani di lettura.

Qual è la battaglia che dobbiamo combattere?
Qual è la nostra Kobane?
Facciamo del nostro meglio o facciamo parte del sostanzioso gruppo dell'
"Armiamoci e partite"?

Vi lascio alle vostre risposte.

Kobane calling lo potete trovare su Amazon a 17 euro (versione copertina rigida) o a 3,49 euro per Kindle.

Abbraccione a tutti e alla prox.