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domenica 30 settembre 2018

XXVI Domenica del Tempo Ordinario Anno B



«La tua parola, Signore, è verità;
consacraci nella verità.»


(Letture bibliche: Nm 11,25-29; Salmo 18; Gc 5,1-6; Mc 9,38-43.45.47-48)



La liturgia che la Chiesa ci propone oggi ci offre un messaggio particolarmente scomodo ed impegnativo e come tale siamo tentati di saltarci su a piè pari. Forse perchè ci fa impressione sentire Gesù usare certi termini, parlare di Geenna, di perdizione. 
Quasi quasi è diventato politicamente scorretto parlare in chiesa di Inferno. 
Non sia mai che possiamo dubitare del fatto che finiremo tutti in Paradiso con gli angioletti.

venerdì 10 novembre 2017

XXXII Domenica del Tempo Ordinario


«Vegliate e tenetevi pronti,
perché, nell’ora che non immaginate,
viene il Figlio dell’uomo.»

(Letture bibliche: Sap 6,12-18; Sal 62;1Ts 4,13-18; Mt 25, 1-13)


Le letture di questa domenica ci invitano a guardare a qualcosa di grande: il mistero dell'attendere. Attendere chi, come e per cosa
Nel Vangelo di oggi Gesù per spiegare tutto questo Gesù usa una situazione che i suoi contemporanei conoscevano..ma anche noi in fondo.

sabato 14 maggio 2016

Domenica di Pentecoste 15 Maggio 2016


«Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore»

(Letture bibliche: At 2, 1-11; Sal 103; Rm 8, 8-17; Gv 14, 15-16. 23-26)


Durante il tempo pasquale la liturgia ci ha fatto meditare sulla presenza del Risorto nella Chiesa, sul dono dello Spirito, sulla Chiesa in quanto segno e annuncio della vita nuova nata dalla Pasqua del Signore e in questa solennità di Pentecoste, finalmente, ci presenta questa nuova realtà della Chiesa, frutto della Risurrezione e del dono dello Spirito.

venerdì 6 maggio 2016

Ascensione del Signore 8 Maggio 2016


«Andate e ammaestrate tutte le nazioni, dice il Signore. Ecco: io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

(Letture bibliche: At 1, 1-11; Sal 46; Eb 9, 24-28. 10, 19-23; Lc 24, 46-53)



L’insieme delle letture invita ad andare al di là dell’avvenimento dell’Ascensione descritto in termini spazio-temporali: l’elevazione al cielo del Signore risorto, i quaranta giorni dopo la Pasqua, sono solo un modo per indicare la conclusione di una fase della storia della salvezza e l’inizio di un’altra. 

venerdì 29 aprile 2016

VI Domenica di Pasqua 1 Maggio 2016


«Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui»

(Letture bibliche: At 15, 1-2.22-29; Sal 66; Ap 21, 10-14.22-23; 
Gv 14, 23-29)


Nel Vangelo di questa domenica Gesù promette ai discepoli e a noi la venuta dello Spirito Santo perché “insegni” e “ricordi”: è questa la missione del Consolatore che si estende dalla salita di Gesù al Padre e il suo ritorno ultimo; questa è la certezza della Chiesa che, camminando nella storia, deve continuare a credere in Cristo senza vederlo. 

martedì 26 aprile 2016

V Domenica di Pasqua 24 Aprile 2016


«Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi»

(Letture bibliche: At 14, 21b-27; Sal 144; Ap 21,1-5a; Gv 13, 31-33°.34-35)




La realtà nuova che ci fa contemplare oggi la liturgia della Parola è questa circolarità d’amore che stringe in unità il Padre, il Figlio, lo Spirito e la comunità. 

“Ecco, io faccio nuove tutte le cose” è la grande speranza annunziata dal Signore che siede sul trono disegnato nel libro dell’Apocalisse; le cose di prima sono passate. 

Non la lotta e la violenza, che procurano lutti, lacrime e affanni, ma l’amore è il centro propulsore della storia. Per questo prima di patire e morire, il Signore Gesù ha lasciato ai suoi il “comandamento nuovo” che si ricapitola tutto nell’amore vicendevole, manifestazione dell’amore divino che circola tra il Padre e il Figlio, nello Spirito Santo. 

Allora sì, attraverso il meccanismo dell’amore i cristiani possono abitare quella realtà nuova presentata dalla seconda lettura: la città nuova, la Chiesa, nuova terra, nuova Gerusalemme, dimora di Dio con gli uomini. Essa non è una realtà proiettata nel futuro idealizzato, ma è già in opera nei battezzati grazie alla vittoria pasquale di Cristo. 

La realtà nuova, la Gerusalemme nuova, non è che la nuova umanità, liberata dalla schiavitù del peccato e santificata da Gesù risorto e che tuttavia non esclude dalle prove del mondo.  

La “novità” è impegno dei cristiani a far sì che la comunione tra Dio e l’umanità salvata abbia a crescere fino alla intimità più completa e profonda, quando la Gerusalemme nuova sarà in pienezza la dimora di Dio fra gli uomini e si identificherà con il corpo di Cristo giunto alla sua età perfetta e splendente di gloria.

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"Io vi do un comandamento nuovo"

Gesù lo dice ai suoi amici dopo che Giuda esce dal Cenacolo. E Gesù sa benissimo dove sta andando e perchè. E con la consapevolezza che sta per essere tradito da uno dei suoi amici cosa fa? Noi cosa avremmo fatto?

Nella migliore delle ipotesi avremmo cercato di salvarci mettendo tutti gli altri in guardia!
Invece Gesù da il suo comandamento: "Amatevi come io vi ho amato"

Il comandamento "nuovo" non è l'amore ("Ama il prossimo tuo come te stesso" diceva la Legge), ma la misura dell'Amore.

E la misura non è più "se stessi", il nostro limite, le nostre capacità, ma Cristo stesso.

I discepoli non possono comprendere la portata di quella frase in quel momento.
Con il senno, e lo Spirito, di poi sì. E noi con loro.

La Chiesa oggi ci invita ad "alzare l'asticella", a cercare la misura più alta.
Questo con la consapevolezza che ciò è possibile non perchè è frutto del nostro illuminato pensiero, ma perchè ne abbiamo fatto esperienza concreta anche e sopratutto attraverso la vita di coloro che ci hanno preceduto e che ci hanno aperto "la porta della fede".

La fede in un Dio che è Padre di Misericordia.

Diceva Papa Francesco: "Non esiste Santo senza passato, né un peccatore senza futuro"
La base del nostro futuro è la fiducia nella Misericordia del Padre che guarisce tutte le ferite. Anche i tradimenti più atroci. 

Gesù offre la vita perchè ne possiamo fare esperienza tutti noi. E ci chiama a fare altrettanto. Ci chiama a vivere la vita divina che era nel progetto del Padre.

Non accontentiamoci quindi delle mezze misure, nè cediamo alla mediocrità. Sarebbe la nostra condanna e Gesù ci vuole liberi e LIBERATI..sopratutto da noi stessi.

Vi abbraccio



venerdì 15 aprile 2016

IV Domenica di Pasqua 17 aprile 2016



«Io son il buon pastore, dice il Signore; conosco le mie pecore, e le mie pecore mi conoscono»

(Letture bibliche: At 13, 14.43-52; Sal 99; Ap 7, 9.14b-17; Gv 10, 27-30 )



La liturgia della Parola di questa domenica ci mostra come Gesù ha il potere di dare la vita eterna alle sue “pecore” e di affidarle alla mano amorosa del Padre. 

Il dono della vita eterna è infatti l’elemento che unifica le tre letture della messa.  

venerdì 8 aprile 2016

III Domenica di Pasqua 10 Aprile 2016



«Cristo è risorto, lui che ha creato il mondo,
e ha salvato gli uomini nella sua misericordia.»

(Letture bibliche: At 5,27-32.40-41; Sal 29; Ap 5,11-14; Gv 21,1-19 )


Durante questo periodo in cui il Signore appare ai discepoli, questi hanno la possibilità di riconoscere e annunziare che la salvezza viene da Dio e da Colui che è stato crocifisso e risuscitato. 

Nell’interrogatorio durante il quale gli apostoli vengono accusati di insegnare pubblicamente “nel nome” di Gesù, Pietro, a nome di tutti e forte della convinzione che lo Spirito è con lui, parla con franchezza e con forza, come testimone della risurrezione. 

venerdì 1 aprile 2016

II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia 3 Aprile 2016



«Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto; 
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»

(Letture bibliche: At 5, 12-16 ; Sal 117; Ap 1,9-13.17-19; Gv 20,19-31)



È questo il tempo delle apparizioni del Risorto e della autocoscienza della Chiesa delle origini e della sua missione fuori dal cenacolo, dove stavano i discepoli «per timore dei Giudei». 

È un invito ad uscire.

 La liturgia di oggi ci propone un esempio di discepolato insieme ad un grande rimprovero che non va sottovalutato. Infatti, la prima lettura ci presenta la potenza del dono dello Spirito Santo che suscita la fede nella risurrezione di Cristo e nella sua forza di guarigione. Egli agisce adesso nella persona di Pietro. 

domenica 27 marzo 2016

Domenica di Pasqua 27 Marzo 2016



«Cristo, nostra Pasqua, è immolato:
facciamo festa nel Signore»

(Letture bibliche: At 10,34.37-43; Sal 117; Col 3,1-4; Gv 20,1-9)

Dopo aver vegliato, insieme a tutta la comunità riunita in preghiera, nella notte del sabato santo, il mattino di Pasqua, celebriamo l’annuncio che risuona nella Chiesa nel mondo: Cristo è risorto, vincendo, una volta per sempre, la morte con la vita.
È questo che ascoltiamo oggi nella liturgia della parola ed è questo che siamo chiamati a custodire e testimoniare, insieme agli apostoli, nella nostra storia personale.
L’evento della risurrezione di Gesù non è un “miracolo” ma storia concreta, realmente accaduta, ricordata con insistenza da Pietro, dopo aver visto con i suoi occhi quella pietra rotolata davanti al sepolcro, la tomba vuota, le bende per terra, il sudario ripiegato in un luogo a parte.