(Letture bibliche: Is 45,1.4-6; Sal 95;1Ts 1,1-5; Mt 22, 15-21)
La Liturgia di oggi contiene uno dei brani evangelici più citati (anche a sproposito purtroppo).
"Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio"
E' una frase che abbiamo sentito milioni di volte. Da chi si dice credente e, sopratutto aggiungo io, da chi dice di non credere per giustificare il suo essere "laicista" (che è tutt'altra cosa dell'essere laico)
E' una frase spesso e volentieri (mal) utilizzata per giustificare la separazione tra "le cose di Dio" e "le cose del mondo". Per giustificare una sorta di doppiogiochismo tra pubblico e privato per cui sei autorizzato ad essere credente nel tuo privato, ma quando ne esci allora devi seguire la corrente ed essere mondano.
Gesù invece voleva dire tutt'altro.













