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sabato 14 maggio 2016

Domenica di Pentecoste 15 Maggio 2016


«Vieni, Santo Spirito, riempi i cuori dei tuoi fedeli e accendi in essi il fuoco del tuo amore»

(Letture bibliche: At 2, 1-11; Sal 103; Rm 8, 8-17; Gv 14, 15-16. 23-26)


Durante il tempo pasquale la liturgia ci ha fatto meditare sulla presenza del Risorto nella Chiesa, sul dono dello Spirito, sulla Chiesa in quanto segno e annuncio della vita nuova nata dalla Pasqua del Signore e in questa solennità di Pentecoste, finalmente, ci presenta questa nuova realtà della Chiesa, frutto della Risurrezione e del dono dello Spirito.

venerdì 6 maggio 2016

Ascensione del Signore 8 Maggio 2016


«Andate e ammaestrate tutte le nazioni, dice il Signore. Ecco: io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo»

(Letture bibliche: At 1, 1-11; Sal 46; Eb 9, 24-28. 10, 19-23; Lc 24, 46-53)



L’insieme delle letture invita ad andare al di là dell’avvenimento dell’Ascensione descritto in termini spazio-temporali: l’elevazione al cielo del Signore risorto, i quaranta giorni dopo la Pasqua, sono solo un modo per indicare la conclusione di una fase della storia della salvezza e l’inizio di un’altra. 

martedì 3 maggio 2016

Una visita al Museo Van Gogh...




Nei giorni scorsi, come molti di voi sanno,  sono stata ad Amsterdam in occasione di un gemellaggio corale. Il tempo non era dei migliori (sembra che ci sia sempre un fastidiosissimo vento) e quindi, per salvaguardare le nostre voci, il "giro turistico" si è limitato all'essenziale.

domenica 1 maggio 2016

Chiamati alla santità da Maria (Riunione del 30 aprile 2016)


chiamati alla santità da maria


Regalità di Maria e Affidamento (22 agosto)


Passi:                        Sal 44,10
Is 9,1-6
Sal 112,1-8
Lc 1,26-38

Giaculatoria:

“Ti salutiamo, Regina umile e gloriosa”


Oggi è ancora una nuova occasione di vivere l’incontro con Maria, per conoscerla, amarla come madre e capire ancora una volta che Lei è la via più veloce e dolce per giungere alla nostra felicità.
Chi di noi non spera in una vita piena di felicità e di pace? E noi, che crediamo in Gesù, abbiamo l’occasione di conoscere e far conoscere Maria come la madre più tenera del mondo.

Oggi contempliamo insieme la figura di Maria Regina, come nel quinto mistero glorioso. Anche in quest’occasione dobbiamo fare un piccolo sforzo per capire meglio cos’è la regalità in Maria: non è un titolo, un mezzo per comandare, un modo per apparire distante dagli altri; è Regina perché è Madre, è serva amorevole, guida e discepola di Gesù e perché ha sempre portato con sé e dentro di sé Dio.

E ancora, la regalità materna di Maria è la stessa regalità alla quale, per mezzo del Battesimo, anche noi siamo chiamati. È la santità di cui tanto si parla e che tanto sembra lontana dai nostri standard (perché il santo è santo, lui è diventato santo perché è speciale, cosa c’entro io con lui?), quella santità che è anche regalità, perché, vivendo in comunione con Dio, vivendo il Vangelo, accompagnando nel nostro cammino chi entra a far parte della nostra vita, siamo santi com’è santo Gesù, siamo Re e Regine come sono Re e Regina Gesù e Maria.


Riflettiamo

Allora, noi, proprio noi riuniti qui, abbiamo un dono che ci permette di vivere al meglio la maternità e la regalità di Maria: la consacrazione al suo Cuore Immacolato, che è l’affidamento totale di noi stessi alla nostra mamma celeste.
Facciamo un esercizio: ricordiamo il momento della nostra consacrazione. Come ci siamo preparati? Qual era il desiderio che ci ha spinto a consacrarci?
E per chi non è ancora consacrato: c’è qualcosa della mia vita che voglio affidare all’amore del Cuore di Maria?


Importante. Queste tappe dello schema mariano, del quale manca ancora l’ultima giornata, ci danno una grande consolazione: la nostra vita potrà essere piena di batoste, difficoltà, dispiaceri; ma niente, niente mai potrà essere più grande dell’amore che Maria prova per noi. Questo non dovete dimenticarlo mai: nel nostro cuore possiamo mantenere la speranza di non essere mai dimenticati; siamo amati, cercati, considerati, rispettati e voluti.


sabato 30 aprile 2016

Invitati ad entrare nella Casa del Padre come Maria (Riunione del 23 Aprile 2014)

INVITATI AD ENTRARE NELLA CASA
DEL PADRE COME MARIA


Maria assunta in cielo (15 agosto)

Passi:                   Ap 11,19a;12,1-6a.10ab
                             Sal 44,10-12.15 
                             1 Cor 15,20-27a 
                             Lc 1,39-56

Giaculatoria:

“Risplende, Signore, la Regina alla tua destra”

Nel momento in cui Maria viene assunta in cielo in anima e corpo avviene la piena unione tra la madre e il Figlio Gesù.
Maria è accolta in cielo così come lei in ogni momento della sua vita ha accolto la Parola di Dio.

L´Assunzione di Maria ci rimanda al momento pasquale: la Madonna giunge nel luogo che Gesù ha preparato per tutti noi con la sua morte e resurrezione: “Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò perché siate anche voi dove sono io” (GV 14, 2-3).
Noi cristiani abbiamo la possibilità di risorgere se ascoltiamo e viviamo la parola di Gesù. Maria attraverso l´Assunzione in cielo risorge con Gesù e viene glorificata, il suo corpo non conoscerà la corruzione, perché nella sua vita accolse la Parola di Dio sia nel cuore che nel grembo.
L´Assunzione è il coronamento della vita di Maria, della sua vocazione unica a essere la Madre di Dio, è il coronamento della sua fede.
Maria è segno di sicura speranza e consolazione; è Chiesa pienamente salvata dalla corruzione.


Riflettiamo insieme..

Siamo capaci di accogliere sempre la Parola di Dio nella nostra vita e di metterla in pratica come Maria? Quando troviamo maggiori difficoltà? Ci impegniamo per superarle?


Durante la settimana..

Andiamo a “trovare” Maria.. dedichiamo del tempo alla contemplazione di un´immagine della Madonna andando in una chiesa, fermandoci davanti ad un altare dedicato a lei lungo una strada, contemplando una sua immagine dataci durante l´esperienza comunitaria.. affidiamoci a lei e sentiamoci liberi di confidarle i nostri dubbi, le nostre preoccupazioni ma soprattutto chiediamole il sostegno per la realizzazione di ciò che di buono ci sta a cuore.


Preghiera

Dio onnipotente ed eterno che hai innalzato alla gloria del cielo in anima e corpo l´Immacolata Vergine Maria, madre di Cristo, Tuo Figlio, fa che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria.

Per il nostro Signore Gesù Cristo, Tuo Figlio, che è Dio e vive e regna con Te, nell’ unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli. Amen


venerdì 29 aprile 2016

VI Domenica di Pasqua 1 Maggio 2016


«Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui»

(Letture bibliche: At 15, 1-2.22-29; Sal 66; Ap 21, 10-14.22-23; 
Gv 14, 23-29)


Nel Vangelo di questa domenica Gesù promette ai discepoli e a noi la venuta dello Spirito Santo perché “insegni” e “ricordi”: è questa la missione del Consolatore che si estende dalla salita di Gesù al Padre e il suo ritorno ultimo; questa è la certezza della Chiesa che, camminando nella storia, deve continuare a credere in Cristo senza vederlo. 

martedì 26 aprile 2016

V Domenica di Pasqua 24 Aprile 2016


«Vi do un comandamento nuovo, dice il Signore: che vi amiate a vicenda, come io ho amato voi»

(Letture bibliche: At 14, 21b-27; Sal 144; Ap 21,1-5a; Gv 13, 31-33°.34-35)




La realtà nuova che ci fa contemplare oggi la liturgia della Parola è questa circolarità d’amore che stringe in unità il Padre, il Figlio, lo Spirito e la comunità. 

“Ecco, io faccio nuove tutte le cose” è la grande speranza annunziata dal Signore che siede sul trono disegnato nel libro dell’Apocalisse; le cose di prima sono passate. 

Non la lotta e la violenza, che procurano lutti, lacrime e affanni, ma l’amore è il centro propulsore della storia. Per questo prima di patire e morire, il Signore Gesù ha lasciato ai suoi il “comandamento nuovo” che si ricapitola tutto nell’amore vicendevole, manifestazione dell’amore divino che circola tra il Padre e il Figlio, nello Spirito Santo. 

Allora sì, attraverso il meccanismo dell’amore i cristiani possono abitare quella realtà nuova presentata dalla seconda lettura: la città nuova, la Chiesa, nuova terra, nuova Gerusalemme, dimora di Dio con gli uomini. Essa non è una realtà proiettata nel futuro idealizzato, ma è già in opera nei battezzati grazie alla vittoria pasquale di Cristo. 

La realtà nuova, la Gerusalemme nuova, non è che la nuova umanità, liberata dalla schiavitù del peccato e santificata da Gesù risorto e che tuttavia non esclude dalle prove del mondo.  

La “novità” è impegno dei cristiani a far sì che la comunione tra Dio e l’umanità salvata abbia a crescere fino alla intimità più completa e profonda, quando la Gerusalemme nuova sarà in pienezza la dimora di Dio fra gli uomini e si identificherà con il corpo di Cristo giunto alla sua età perfetta e splendente di gloria.

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"Io vi do un comandamento nuovo"

Gesù lo dice ai suoi amici dopo che Giuda esce dal Cenacolo. E Gesù sa benissimo dove sta andando e perchè. E con la consapevolezza che sta per essere tradito da uno dei suoi amici cosa fa? Noi cosa avremmo fatto?

Nella migliore delle ipotesi avremmo cercato di salvarci mettendo tutti gli altri in guardia!
Invece Gesù da il suo comandamento: "Amatevi come io vi ho amato"

Il comandamento "nuovo" non è l'amore ("Ama il prossimo tuo come te stesso" diceva la Legge), ma la misura dell'Amore.

E la misura non è più "se stessi", il nostro limite, le nostre capacità, ma Cristo stesso.

I discepoli non possono comprendere la portata di quella frase in quel momento.
Con il senno, e lo Spirito, di poi sì. E noi con loro.

La Chiesa oggi ci invita ad "alzare l'asticella", a cercare la misura più alta.
Questo con la consapevolezza che ciò è possibile non perchè è frutto del nostro illuminato pensiero, ma perchè ne abbiamo fatto esperienza concreta anche e sopratutto attraverso la vita di coloro che ci hanno preceduto e che ci hanno aperto "la porta della fede".

La fede in un Dio che è Padre di Misericordia.

Diceva Papa Francesco: "Non esiste Santo senza passato, né un peccatore senza futuro"
La base del nostro futuro è la fiducia nella Misericordia del Padre che guarisce tutte le ferite. Anche i tradimenti più atroci. 

Gesù offre la vita perchè ne possiamo fare esperienza tutti noi. E ci chiama a fare altrettanto. Ci chiama a vivere la vita divina che era nel progetto del Padre.

Non accontentiamoci quindi delle mezze misure, nè cediamo alla mediocrità. Sarebbe la nostra condanna e Gesù ci vuole liberi e LIBERATI..sopratutto da noi stessi.

Vi abbraccio