martedì 26 aprile 2016
"La bicicletta verde" di Haifaa Al-Mansour
Wadyda è una bambina di 12 anni che abita alla periferia di Riyad, la capitale dell'Arabia Saudita.
E' curiosa, intraprendente e per questo fa fatica ad accettare i dettami della rigida società saudita.
venerdì 15 aprile 2016
IV Domenica di Pasqua 17 aprile 2016
(Letture bibliche: At 13, 14.43-52; Sal 99; Ap 7, 9.14b-17; Gv 10, 27-30 )
La liturgia della Parola di questa domenica ci mostra come Gesù ha il potere di dare la vita eterna alle sue “pecore” e di affidarle alla mano amorosa del Padre.
Il dono della vita eterna è infatti l’elemento che
unifica le tre letture della messa.
martedì 12 aprile 2016
Chiamati a donarsi come Maria (Riunione 19 marzo 2016)
CHIAMATI A DONARSI COME
MARIA
Decima giornata:
Pentecoste
Giaculatoria:
·
Madre che hai implorato il dono dello Spirito
Santo, prega per noi
·
Madre orante nel cenacolo, prega per noi
Rosario:
III mistero glorioso
Iniziamo
con una domanda. Secondo voi, dopo la morte di Gesù, Maria ha ancora un ruolo
importante? Se sì, quale?
sabato 9 aprile 2016
Chiamati, con Maria, ad essere adulti nella fede (Riunione del 9 aprile 2016)
chiamati,
con maria, Ad essere adulti nella fede.
“E
Giovanni la prese in casa sua”
Passi:
Gv 19, 25-27
Giaculatoria:
“Che
io sia tuo figlio, che tu o Maria sia mia madre”
Nel
momento di lasciare il mondo, Gesù affida a Giovanni ed alla sua Chiesa il dono
più grande che gli rimaneva sulla terra: la sua Mamma. Giovanni la prese con sé
in casa sua e dal quel momento la sua vita si arricchisce di nuovo significato.
Spesso
si parla di “maturità del cristiano” e con questo termine si vogliono indicare
tante cose: consapevolezza, comprensione
e quindi decisione. E si fanno
piani pastorali, congressi, riunioni e chi più ne ha più ne metta.
Il
rischio di tutto questo qual è?
Che
si tratti Gesù come un concetto quando invece è un concepito.
Se
Gesù, come Figlio di Dio, ha deciso di incarnarsi in una realtà familiare e ha
deciso, come ultimo atto della sua vita terrena, di affidare sua madre a noi evidentemente c’è un motivo!
“la prese in casa sua”
Cosa
vuol dire? Vuol dire, in parole povere, che Giovanni la fa vivere in casa sua.
Vive con lei lo stesso rapporto che aveva Gesù. Vive un rapporto da figlio.
Tutta
l’esperienza spirituale di Maria è stata una preparazione ad essere per noi Maestra
di vita. La Madonna è l’itinerario della vita cristiana. Essere mariano è il
modo migliore di essere cristiano.
Noi
siamo chiamati a vivere questo rapporto nella
Chiesa.
La
Chiesa è la nostra famiglia spirituale.
Ricordatevi
quello che vi ha detto Padre Giuffrida quando lo abbiamo salutato: “Abbiate fiducia in Gesù e nella Chiesa, che
lo conosce da 2000 anni”
Ora
vi faccio una domanda scomoda:
“Se aveste fisicamente
Maria a casa vostra cosa le chiedereste?”
Attenzione
perchè la cosapevolezza e la comprensione di Cristo si basano su questo. Sull’esperienza
di Maria (che è completa) e sull’esperienza che noi, come Chiesa, facciamo con
Lei
Solo
dopo avere fatto l’Esperienza di
essere figli allora possiamo essere padri e madri e quindi decidere.
Giuseppe
la prese con sé.
Passo: Mt 1, 18-24
Vi voglio mettere qui un piccolo
estratto dell’esortazione Apostolica post-sinodale “Amoris Laetitia”, uscita
proprio ieri,
riguardo al ruolo del padre nella famiglia:
“L’assenza
del padre segna gravemente la vita familiare, l’educazione dei figli e il loro
inserimento nella società.
La
sua assenza può essere fisica, affettiva, cognitiva e spirituale. Questa
carenza priva i figli di un modello adeguato del comportamento paterno…..la
figura paterna, d’altra parte, aiuta a percepire i limiti della realtà e si
caratterizza maggiormente per l’orientamento, per l’uscita verso il mondo più
ampio e ricco di sfide, per l’invito allo sforzo e alla lotta”
Gesù ha avuto bisogno di avere un padre sulla terra.
Ovvero una persona che si prendesse la responsabilità di fronte al mondo della
sua presenza.
Questo è quello a cui siamo chiamati noi
quando prendiamo una decisione. Siamo chiamati a risponderne. A dare le nostre
motivazioni e prenderci la responsabilità delle conseguenze.
Il brano evangelico pone la base della
decisione di Giuseppe sulla fiducia che
lui ha nelle parole che l’angelo (che è l’inviato di Dio) gli rivolge. Aggiungo
io che c’è anche la fiducia che lui ha nella persona di Maria e nel rapporto
che ha con lei.
Sant’Ignazio, nei suoi Esercizi Spirituali,
ha dei suggerimenti sul come fare una scelta secondo la volontà di Dio.
Prima di questo fa fare all’esercitante
un lungo percorso in cui, in definitiva, gli si chiede di prendere coscienza di
come sia stato amato da Dio come un figlio è amato dal padre.
Giuseppe, finchè ragiona “secondo la
legge” non riesce a decidere perché, come diceva Pascal
Il cuore ha le sue ragioni, che la
ragione non conosce
e continua
Quanta lontananza c'è tra conoscere Dio
e amarlo!
Maria conosce
Dio perché lo ha portato in grembo e perché lo ha seguito fino alla fine. Lo
conosce e lo ama.
Siamo
chiamati a questa conoscenza e questo amore.
A Dio Padre questo sta a cuore.
A Dio Padre questo sta a cuore.
Preghiera
O Vergine Maria, tu che
ci hai dato, nella Chiesa nascente,
un esempio mirabile di
preghiera e di concordia,
intercedi per la nostra
Comunità perché possa crescere
per il numero dei
fedeli e possa portare nuovi frutti di santità e di grazia.
venerdì 8 aprile 2016
III Domenica di Pasqua 10 Aprile 2016
«Cristo è risorto, lui che ha creato il mondo,
e ha salvato gli uomini nella sua misericordia.»
e ha salvato gli uomini nella sua misericordia.»
(Letture bibliche: At 5,27-32.40-41; Sal 29; Ap 5,11-14; Gv 21,1-19 )
Durante questo periodo in cui il Signore appare ai
discepoli, questi hanno la possibilità di riconoscere e annunziare che la
salvezza viene da Dio e da Colui che è stato crocifisso e risuscitato.
Nell’interrogatorio durante il quale gli apostoli vengono accusati di insegnare
pubblicamente “nel nome” di Gesù, Pietro, a nome di tutti e forte della
convinzione che lo Spirito è con lui, parla con franchezza e con forza, come
testimone della risurrezione.
martedì 5 aprile 2016
"Il segreto della felicità" by Giulia Pirrone
Secondo me la più grande ambizione dell'uomo è raggiungere la felicità.
Tuttavia, spesso la gente si concentra più sulle cose negative della vita e pensa che la felicità sia soltanto un momento di breve durata.
Anche io lo credevo, fino a qualche tempo fa.
Poi, però, ho fatto una grande esperienza di vita: ho sentito l'abbraccio dell'amore del Signore ed inevitabilmente mi ha cambiato il modo di vedere le cose.
La consapevolezza di essere amata mi rende gioiosa e mi aiuta ad affrontare le situazioni della vita con positività. Sono convinta che chi vive per il Signore e del Signore, deve avere la forza di sorridere sempre, nonostante i momenti difficili, perchè ha il privilegio di essere sostenuto dall'amore di Gesù.
Personalmente ciò che mi rafforza è la gratuità dell'amore.
DARE!
Dare senza aspettarsi nulla in cambio.
Vedere il sorriso di una persona per un mio semplice gesto, mi rende felice.
Proprio per questo penso che la felicità sta nelle piccole cose: soffermarmi a pensare a ciò che il Signore mi ha dato, mi fa gioire.
Sapere di essere amata più di quanto io meriti, mi da' la voglia di ringraziare sempre il Signore.
Una cosa per cui Lo ringrazio infinitamente è avermi dato il CORAGGIO di aprire gli occhi e avermi fatto capire che Lui è al centro della mia vita.
Una cosa per cui Lo ringrazio infinitamente è avermi dato il CORAGGIO di aprire gli occhi e avermi fatto capire che Lui è al centro della mia vita.
Ciò che ho è solo grazie a Lui.
In quanto vi reputo mia FAMIGLIA in Dio, desidero vedervi sempre gioiosi e felici.
Quindi vi invito a pensare alle bellezze donate dal Signore quando vi sentite giù, e così sono sicura che vi rallegrerete.
Un consiglio umile che vi do e che do anche a me stessa per raggiungere la felicità, è quello di AMARE ma soprattutto di AMARVI. Non date nulla per scontato.
Spesso ai miei ragazzi del catechismo dico che dobbiamo essere PERSEVERANTI nelle cose in cui crediamo. Non dobbiamo MAI arrenderci al primo ostacolo!
Concludo con una citazione di Shakespeare che mi ha colpito tanto:
"CHI SEMINA AMORE RACCOGLIE FELICITÀ"!
E non dimentichiamoci mai di ringraziare il Signore per il suo dono d'amore!
Vi voglio bene!
venerdì 1 aprile 2016
II Domenica di Pasqua o della Divina Misericordia 3 Aprile 2016
«Perché mi hai veduto, Tommaso, tu hai creduto;
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»
beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!»
(Letture bibliche: At 5, 12-16 ; Sal
117; Ap 1,9-13.17-19; Gv 20,19-31)
È questo il tempo delle apparizioni del Risorto e della autocoscienza della Chiesa delle origini e della sua missione fuori dal cenacolo, dove stavano i discepoli «per timore dei Giudei».
È un invito ad uscire.
La liturgia di oggi ci propone un esempio di discepolato insieme ad un grande rimprovero che non va sottovalutato. Infatti, la prima lettura ci presenta la potenza del dono dello Spirito Santo che suscita la fede nella risurrezione di Cristo e nella sua forza di guarigione. Egli agisce adesso nella persona di Pietro.
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